Le opere della Basilica di Sant’Agostino
Caravaggio, Raffaello, Sansovino, Guercino e Lanfranco: un percorso attraverso alcuni dei capolavori custoditi nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio.
La Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio custodisce un patrimonio artistico straordinario, formatosi nel corso dei secoli intorno alla vita liturgica e alla spiritualità della comunità agostiniana.
Dipinti, sculture, affreschi, cappelle e altari raccontano una storia nella quale alcuni fra i maggiori protagonisti dell’arte italiana hanno lavorato per un luogo destinato alla preghiera. Le opere che oggi attirano visitatori da tutto il mondo continuano infatti a vivere nel contesto per il quale furono concepite.
All’ingresso: la Madonna del Parto
Appena entrati nella Basilica, sulla destra dell’ingresso principale, si incontra una delle immagini più amate e venerate dai romani: la Madonna del Parto del Sansovino.
Da secoli la Madonna è particolarmente cara alle donne in attesa, alle madri e alle famiglie, che si rivolgono a lei nella preghiera. È uno degli esempi più evidenti di come, a Sant’Agostino, il valore storico e artistico delle opere continui a intrecciarsi con una devozione ancora viva.
La navata centrale: Sansovino e Raffaello
Proseguendo nella navata centrale si incontrano due testimonianze fondamentali del Rinascimento.
Di Andrea Sansovino è il gruppo marmoreo della Madonna con il Bambino e Sant’Anna, inserito nel ciclo dedicato alla vita della Vergine che accompagna il percorso lungo la navata.
Secondo la tradizione, nel giorno dedicato a Sant’Anna i poeti romani erano soliti collocare presso il gruppo scultoreo i propri componimenti, segno della particolare fortuna devozionale e culturale raggiunta dall’opera.
Al di sopra del gruppo marmoreo si trova il celebre Profeta Isaia di Raffaello Sanzio, realizzato tra il 1511 e il 1512. La monumentalità della figura e la forza della composizione fanno dell’affresco una delle testimonianze più importanti della presenza di Raffaello nelle chiese di Roma.

L’altare maggiore
Al termine della navata centrale si apre l’area dell’altare maggiore, progettato da Gian Lorenzo Bernini nel 1627 e realizzato da Orazio Torriani.
Inaugurato nel 1628, l’altare costituisce il centro liturgico della Basilica e custodisce un’antica icona della Vergine con il Bambino. L’architettura, i marmi e l’immagine mariana convergono verso il cuore celebrativo della chiesa.
La navata destra
Le cappelle della navata destra custodiscono opere e testimonianze legate a diverse figure della tradizione cristiana e agostiniana.
Santa Chiara e Sant’Apollonia
La Cappella di Santa Chiara ospita una pala d’altare di Sebastiano Conca e affreschi di Girolamo Nanni. Nella vicina Cappella di Sant’Apollonia la Santa è raffigurata da Girolamo Muziano, mentre gli altri dipinti della cappella sono opera di Francesco Rosa.
Santa Rita da Cascia
Particolarmente cara alla spiritualità dell’Ordine è la cappella dedicata a Santa Rita da Cascia, realizzata da Giovanni Contini, allievo del Bernini. Sull’altare si trova l’Estasi di Santa Rita di Giacinto Brandi.

San Pietro e il Crocifisso
La Cappella di San Pietro conserva il gruppo marmoreo realizzato nel 1569 da Giovanni Battista Cassignola.
A chiudere la navata è la Cappella del Crocifisso, che custodisce un pregevole Crocifisso ligneo del XVI secolo davanti al quale, secondo la tradizione, era solito raccogliersi in preghiera San Filippo Neri.
Il transetto
Nel transetto si fronteggiano due importanti cappelle dedicate a figure profondamente legate alla tradizione agostiniana.
La Cappella di Sant’Agostino
Nella cappella dedicata al Santo è conservato il dipinto del Guercino raffigurante Sant’Agostino tra San Giovanni Battista e San Paolo Eremita.
Ai lati si trovano due opere di Giovanni Lanfranco dedicate ad Agostino: Sant’Agostino lava i piedi al Redentore e Sant’Agostino sconfigge le eresie.
San Tommaso da Villanova
Sul lato opposto si trova la Cappella di San Tommaso da Villanova, ricca di marmi e legata all’opera di Giovanni Baratta. Sull’altare è collocata l’opera dedicata al Santo di Melchiorre Cafà.
Santa Monica e le cappelle presso l’altare
Accanto all’area dell’altare si trovano le cappelle dedicate a San Nicola da Tolentino e a Santa Monica.
La Cappella di Santa Monica, decorata con opere di Giovanni Gottardi e Giovanni Battista Ricci, custodisce le spoglie della madre di Sant’Agostino ed è uno dei luoghi di maggiore raccoglimento e devozione dell’intera Basilica.
Accanto si trova la cappella dedicata ai Santi Agostino e Guglielmo, nella quale si dispiega uno dei più importanti cicli di Giovanni Lanfranco. Vi sono rappresentati episodi dedicati ai due santi e alla Vergine, culminanti nell’Incoronazione della Vergine con i Santi Agostino e Guglielmo.
Il ciclo di Pietro Gagliardi
Le pareti e la volta della navata centrale sono caratterizzate dal grande ciclo decorativo realizzato fra il 1858 e il 1868 da Pietro Gagliardi.
Nei grandi riquadri al di sopra degli archi sono rappresentate dodici Storie della vita della Vergine; tra i finestroni compaiono figure femminili dell’Antico Testamento, mentre angeli, cartigli, emblemi e scene bibliche completano un programma decorativo che coinvolge l’intera parte superiore della navata.
Caravaggio: la Madonna dei Pellegrini
Nella prima cappella della navata sinistra, la Cappella della Madonna di Loreto, è custodita una delle opere più celebri della Basilica e uno dei capolavori di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: la Madonna dei Pellegrini.
La Vergine con il Bambino appare davanti a due pellegrini inginocchiati, raffigurati con uno straordinario realismo. La luce, l’immediatezza della scena e l’umanità dei protagonisti trasformano l’incontro con il sacro in un’immagine di eccezionale intensità.
Alla storia dell’opera, della sua committenza e della sua presenza nella Basilica è dedicata una specifica scheda di approfondimento.
Approfondisci le principali opere della Basilica
Scopri le schede dedicate ai principali capolavori conservati a Sant’Agostino in Campo Marzio, con informazioni sugli autori, la storia e il significato delle opere.
Per conoscere la storia dell’edificio e della presenza agostiniana a Roma, visita anche la pagina dedicata alla Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio.







